sabato, ottobre 11, 2008

Di inaugurazioni e fondute

Quando si inaugura qualcosa, è sempre una festa.

Le cose nuove sono piene di promesse – di cambiare in meglio, di sciogliere certi intortamenti, di aprirsi al mondo in modo diverso, di dimenticare abitudini dannose, di imparare nuovi metodi per risolvere vecchi problemi.

Le cAse nuove, figuratevi.
Una promessa al quadrato, anzi al cubo.

Be', direi che a questo proposito l'inaugurazione ha fatto il suo dovere. Oltre a *scaldare la casa* con l'affetto (e i contributi gastronomici) di tanti amici, la serata di domenica scorsa è stata l'occasione di imparare qualcosa di nuovo e prezioso.

Per dire, ma voi, quando vi impazzisce la fonduta, che fate?

A me succede poche volte, è vero; murphologicamente, è successo proprio quella sera lì – con una ventina di persone che aspettavano l'unico piatto caldo del buffet (senza averne troppo l'aria, ma aspettavano), e l'acqua per gli gnocchi che bolliva come le caldaie del titanic.
E la vostra cuochina lì, con tipo sei etti di fontina che s'erano prima (ingannevolmente!) sciolti nel latte, e poi di colpo riagglomerati in una palla filosa che non ne voleva sapere di ragionare.
Panico caseario.
Al mio fianco, la prode Amazing Grace stava assemblando certi suoi spiedini di frutta per un dessert iperscenografico. Informata del problema, dichiara che la sua benedetta sorella è un'esperta di fondute, e issofatto la chiama. L'assistenza telefonica in questi casi è provvidenziale. Consiglio dell'esperta di fondute: stancare un po' lo gnommero col minipimer, e dargli il colpo di grazia con un mezzo bicchiere di latte freddo in cui sarà stato sciolto un cucchiaino di maizena.

Brandisco il minipimer e mi metto a torturare il cacio fedifrago, che se ne fa un baffo. Sconsolatissima, comincio a pensare al piano B – ho tipo sette etti di gorgonzola in frigo, ma a me per prima il gorgonzola puro non fa impazzire. Con la pera, sì; ma così, semplicemente sciolto e avvolto nei gnocchi, um. E poi, chi siamo noi per farci scoraggiare da un po' di fontina? Grazia, che mi conosce e ha capito che il trucco del latte+maizena mi perplime assà, me lo ricorda così senza parere, senza insistere che per carità, altrimenti mi incaponisco ancor di più. E alla fine, per quanto assurdo mi possa sembrare, lo provo.

Funziona.

In capo a due minuti la palla comincia a dividersi in frammenti più piccoli che pian piano si lasciano amalgamare al latte, che nel frattempo s'è pure un po' ispessito per via della maizena (in realtà, fecola di patate). Cinque minuti di rimescolio, e la fonduta è perfetta. Un po' liquida, forse, ma a questo si supplisce con qualche tuorlo d'uovo.

Gratitudine imperitura all'esperta di fondute :)
(che poi, non so e non voglio sapere perché funziona. Invece, se voi ne conoscete altri, di trucchi così, siate gentili e scriveteli nei commenti... e poi ne facciamo un bel post-apposta, ché la fonduta è cibo di stagione).